Costi solitamente non conteggiati nelle valutazioni di convenienza

Quando ci si guasta qualche oggetto, strumento, auto o altro, ci capita spesso di dover valutare la convenienza o meno di una riparazione rispetto ad un nuovo acquisto. In questo tipo di valutazione, generalmente non pensiamo neanche che ci possano essere dei costi occulti di cui non teniamo conto. Proviamo ad elencarne alcuni:

1)      Anzitutto la sostituzione di materiali usati con dei nuovi comporta un ulteriore sfruttamento delle risorse e delle materie prime del pianeta che è già pesantemente impoverito

2)      Tutto il ciclo della lavorazione comporta ulteriore uso e spreco di energie naturali già in grave penuria

3)      Le lavorazioni stesse ed i trasporti di materiali comportano inquinamento ambientale assai superiore di quello legato alle riparazioni

4)      L’inquinamento generale, oltre a incidere sul pianeta e su tutti gli esseri viventi su di esso, comporta anche notevoli costi per il sistema sanitario.

Sarebbe estremamente interessante poter disporre di dati e di studi seri che mostrino e quantifichino tutti questi costi in modo da poter disporre di elementi per valutare se e quando diventi conveniente sostituire l’usato col nuovo.

Alla luce di quanto sopra, risulta comunque che, non tenendo conto dei costi “occulti”, ci decidiamo per il nuovo quando ancora ci sarebbe notevole convenienza a conservare l’usato.

Attualmente vari governi e produttori tendono ad incentivare la rottamazione dell’usato. Se le considerazioni che abbiamo cercato di esporre sopra sono valide, non solo non si dovrebbe incentivare la rottamazione dell’usato, ma addirittura premiare il recupero dell’usato in quanto meno costoso in termini di risorse globali e sociali.

In questo contesto si evidenzia una ulteriore notevole convenienza nella raccolta differenziata, nella riparazione e vendita dell’usato.

Potrebbe facilitare molto un sistema di tassazione più legato anche ai costi solitamente non considerati nei calcoli di convenienza e di prezzo col valutare e imputare i costi sociali, ecologici e di sfruttamento di risorse non rinnovabili. Ad es. si potrebbe misurare il quantitativo di prodotti inquinanti di ogni automezzo e rapportarlo ai km percorsi in un certo periodo. Tassare questo aiuterebbe molto ad evidenziare la convenienza e l’opportunità di scelte legate al km 0… e ad attuarlo praticamente e semplicemente

Correlati:

Differenziamoli

Nuove forme di lavoro: la raccolta differenziata porta a porta

Annunci

3 risposte a “Costi solitamente non conteggiati nelle valutazioni di convenienza

  1. Pingback: Sono aperte le iscrizioni al Gruppo di Acquisto | Ama Mapu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...